C’è un cinema abbandonato nella provincia orientale di Taranto che stasera riaprirà per la prima volta al pubblico dopo trent’anni. E c’è un paese intorno a quel cinema che sta provando a guardare agli immigrati in un modo nuovo. A Lizzano stasera inizia Sferracavalli, un festival internazionale di teatro che ogni anno a partire da oggi sarà dedicato ai paesi più rappresentati nel territorio come numero di immigrati. Questa prima edizione è dedicata alla Romania e ha portato in paese tre compagnie di attori, danzatori, musicisti e drammaturghi. E venti volontari, tutti ospiti delle famiglie lizzanesi e arrivati da ogni parte del mondo (India, Nuova Zelanda, Australia, Austria, Inghilterra, Spagna). Se uno non c’è mai stato a Lizzano tutto questo forse potrebbe non sembrare così sorprendente. Ma Lizzano è un paese di diecimila abitanti in una delle province più dimenticate della Puglia, da tempo rassegnata a pensarsi periferia economica, politica, culturale e sociale. Un posto dal quale andare via al più presto. In questi giorni invece c’è un sacco di gente a Lizzano. E le richieste per i biglietti degli spettacoli sono già il doppio della capienza del cinema. Chi ancora pensa che il teatro non possa cambiare niente, dovrebbe venire a vedere quello che sta succedendo a Lizzano in questi giorni.
Sferracavalli
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Cara Elena, questo post è stato selezionato dai nostri lettori per il nostro blog “segnalatidallarete”.
Buona navigazione,
La redazione
Splendida iniziativa, organizzata bene, di alto livello, sicuramente da riproporre. Bravi