C’è un grande bisogno di tornare a parlare seriamente dei diritti delle donne in Italia, dopo anni in cui il berlusconismo ha ridotto tutto a Olgettine sì/Olgettine no. Per questo mi ha fatto molto piacere leggere l’articolo di Riccardo Luna sul rapporto tra donne e startup. È un modo concreto per tornare a parlarne, in un campo lontano anni luce dal ring a cui ci eravamo abituati. Mi è dispiaciuto molto però che l’articolo citasse come unica fonte una ricerca di dubbia validità scientifica, che mette al centro dei suoi risultati alcuni dei più diffusi luoghi comuni sul rapporto tra donne e lavoro. Le donne hanno una minore propensione al rischio, non pensano abbastanza in grande, si fanno più problemi a chiedere soldi, sono più sincere e ovviamente rischiano di restare incinte. Ne approfitto quindi per fare un po’ di chiarezza su un tema che mi sta particolarmente a cuore.
Le particelle elementari
Siccome in giro c’è ancora chi continua a parlare di politica asservita al dominio dei tecnocrati e dei mercati, chiariamo una cosa: la caduta del governo Berlusconi è avvenuta in Parlamento ed è stata un evento politico a determinarla: i 308 voti alla Camera di martedì 8 novembre. Il fatto che ci si sia arrivati anche in virtù di un progressivo indebolimento del governo legato alle sua mancanza di credibilità rispetto alla crisi europea e ai mercati non vuol dire che quel voto abbia avuto per questo un valore politico meno rilevante. Pensare che la politica non debba avere responsabilità economiche non ha senso in una democrazia moderna. Che poi sarebbe stato meglio arrivarci in un altro modo non ci sono dubbi. Ma da qui a dire che siamo tutti ricattati dal dio spread ce ne corre.
Il primo ricordo che ho della politica italiana sono le monetine contro Craxi al Raphael di Roma. Avevo undici anni ed era la prima volta che associavo la parola politica a qualcosa di concreto. L’anno dopo Berlusconi vinse le elezioni. E da allora la politica italiana non è stata altro che quello. Per questo mi fanno ridere quelli che oggi dicono che non c’è molto da festeggiare, che un governo tecnico che duri sei mesi o un anno non è poi questo granché, che altre volte è successo, eccetera eccetera. Lo sappiamo che altre volte è successo, lo sappiamo che non c’è molto da stare allegri per come sono messe le cose. Non è questo il punto. Il punto è che per tutti quelli nati come me negli anni Ottanta, per tutti quelli che come me hanno conosciuto la politica prima con Tangentopoli e poi con Berlusconi, questa è la prima volta che la politica diventa una possibilità. Per questo stasera siamo così inquieti. Non siamo tra quelli che hanno voglia di tirare monetine. Siamo tra quelli che vogliono posare le armi e ricostruire. L’Italia finalmente sarà quello che noi decideremo di farne. Ora non ci sono più scuse.
Il trailer di TEDxAmsterdam, con cento danzatori del Dutch National Ballet. L’idea è di We are Pi e 328 Stories. La musica di Pigeon Horse Sex Tennis, cantata da un sacco di bambini di Amsterdam.
A Pechino è arrivata la neve, e i panda si divertono molto.
Per la prima volta siamo in grado di vedere simultaneamente l’intera superficie del Sole e della sua atmosfera. La Nasa ha diffuso oggi le immagini raccolte dalle due sonde del Solar Terrestrial Relations Observatory (Stereo) che, mandate in orbita quattro anni fa, adesso si trovano sui lati opposti del Sole e con continuità trasmettono le immagini di entrambe le superfici.
Juergen Bergauber fotografa pietre. Le prende, le sistema in una specie di scultura e poi scatta su sfondo bianco. Io credo di aver passato l’ultima mezz’ora a guardarle.
Rachel Sussman fotografa i più anziani tra gli organismi viventi più longevi del mondo. Questa è una welwitschia miribilis del deserto del Namib, in Namibia. Ha duemila anni.
Il misterioso vulcano islandese è la bava del mondo che sconfigge l’artifizio più astuto e raffinato: nei suoi spruzzi affoga l’Occidente che ha scalato il cielo.
[Francesco Merlo, La Repubblica, 19 aprile 2010]
Per chi ancora fosse insensibile al fascino dei social network, questo è il Golden Gate di San Francisco in una delle foto che l’astronauta giapponese Soichi Noguchi sta postando su Twitter dalla sua navicella spaziale. Per vedere le altre in tempo reale – e seguire il suo diario di viaggio – basta andare su @Astro_Soichi e aggiungersi ai suoi oltre 60.000 followers.
Via Guardian’s Iphone application.



