Se c’è una cosa che il tanto atteso evento Apple di New York ha chiarito definitivamente è che il futuro dell’educazione non sarà nei libri di testo. La scuola non sta più da un pezzo nel modello della lezione frontale, e tutte quelle luccicanti copertine di Pearson e McGraw Hill incorniciate dall’iPad ne sono state l’ignaro e potentissimo suggello. Certo, i libri digitali peseranno meno sulle spalle degli studenti. Ma non basterà qualche contenuto multimediale in più a riportare la scuola nell’unico orizzonte in cui può tornare ad avere un senso, la rete. continua a leggere …
Timbuktu

It’s nice that! parla di Timbuktu!

Ieri era il compleanno di Jules Verne e Google ci ha fatto il solito doodle. Ward Jenkins invece ha tirato fuori queste fantastiche illustrazioni di Peter Plasencia.
[Jules Verne: The Man Who Invented the Future, illustrated by Peter P. Plasencia, 1964, Prentice-Hall]
Milan, Berlin, New Delhi, San Francisco, Lisbon, Barcelona, Berkeley. Coming soon on your iPad!
Da un po’ di tempo ho iniziato a lavorare al progetto di una rivista su iPad per bambini, Timbuktu. Ora che sta per uscire, abbiamo iniziato a fare qualche video di presentazione delle storie e delle persone che ci sono dentro. Stiamo ancora definendo gli accordi con Apple per il lancio ufficiale al Guggenheim in concomitanza con il rientro di Steve Jobs, nel frattempo potete seguirci su facebook e twitter.
Uno dei corti di Brothers McLeod per la Royal Shakespeare Company, in occasione della riapertura del Swan Theatre a Stratford-upon-Avon. Il secondo è su Antonio e Cleopatra.
Quando cerco di spiegare che cosa ho in testa quando parlo di editoria per bambini su iPad e in particolare di picture book su iPad, ecco, questo è molto vicino a quello che ho in testa. Se Alice for the iPad era più un videogioco che un libro, e che quindi per molti versi faceva rimpiangere la lettura classica di Alice nel Paese delle Meraviglie, questo è un esempio molto riuscito di come, se ben progettati, i libri digitali per bambini non perdano nulla della magia dei libri tradizionali ma, al contrario, si arricchiscano notevolmente.
Vorrei molto andare qui.
Sarà che il restyling l’ha fatto Mark Porter, ma il nuovo Courrier International ora è uguale a Internazionale.
